Almalaurea promuove i dottori di ricerca Insubria nella nuova indagine nel settimo report annuale
Il consorzio Almalaurea, che ha di recente presentato il Rapporto 2022 sui laureati, propone il VII Report sul Profilo e sulla Condizione occupazionale dei dottori di ricerca. Sono state analizzate le performance formative di4.303 dottori di ricerca del 2021 di 33 atenei e la condizione occupazionale di 5.255 dottori di ricerca 2020 di 45 atenei, contattati a un anno dal conseguimento del titolo.
➡️ All’Insubria sono otto i dottorati di ricerca: i bandi per presentare la propria candidatura si sono chiusi il 2 agosto.
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CARATTERISTICHE DEI DOTTORI DI RICERCA
I dottori di ricerca del 2021 dell'Università dell'Insubria, coinvolti sono 67: il 3,1% dei dottori di ricerca ha svolto un dottorato in collaborazione con le imprese (dottorato industriale o in alto apprendistato); il 9,2% dei dottori ha ottenuto un titolo congiunto o un titolo doppio/multiplo (joint degree o double/multiple degree). Il 40,0% dei dottori di ricerca ha conseguito il dottorato nello stesso ateneo della laurea, il 43,1% in un ateneo italiano diverso da quello di conseguimento della laurea, il 15,4% dei dottori ha ottenuto la laurea in un ateneo estero. Il 16,4% dei dottori di ricerca ha cittadinanza estera.
Gli studenti che decidono di iscriversi a un corso di dottorato hanno ottenuto, in media, buone performance nel percorso di studio precedente; il 61,8% dei dottori di ricerca, laureatisi in Italia, ha ottenuto 110 e lode nella laurea di secondo livello. L’età media al dottorato di ricerca è pari a 32,6 anni e il 44,8% dei dottori ottiene il titolo di dottorato al massimo a 30 anni di età.
- Motivazioni per l’iscrizione al dottorato e fruizione di finanziamenti
Aveva intenzione di iscriversi al dottorato già al momento della laurea l’83,1% dei dottori di ricerca. Tra le motivazioni ritenute decisamente importanti per l’iscrizione vi sono: il miglioramento della propria formazione culturale e scientifica (87,7%), la possibilità di svolgimento di attività di ricerca e studio in ambito accademico (61,5%) e il miglioramento delle prospettive lavorative (46,2%). La fruizione di finanziamenti per la frequenza del dottorato ha riguardato l’80,0% dei dottori di ricerca.
- Attività svolte durante il dottorato
Tra i dottori di ricerca, l’83,1% dichiara di aver partecipato, abitualmente per almeno un anno, ad attività formative strutturate all’interno del proprio corso di dottorato.
Il 33,8% dei dottori di ricerca ha svolto un periodo di studio/ricerca all’estero e per il 36,4% di questi la durata dell’esperienza ha superato i 6 mesi. La soddisfazione complessiva dei dottori per l’esperienza all’estero è pari, in media, a 9,1 su una scala 1-10.
Il 40,0% dei dottori dichiara di aver dedicato alla ricerca oltre 40 ore a settimana (il 12,3% ha dedicato alla ricerca più di 50 ore alla settimana) e l’80,0% dei dottori è stato coinvolto in gruppi di ricerca. Infine l’80,0% dei dottori ha realizzato almeno una pubblicazione e, tra questi, il 94,2% l’ha realizzata in inglese.
- Valutazione del dottorato e prospettive future
Per analizzare la soddisfazione per l’esperienza di dottorato appena conclusa si è scelto di prendere in considerazione l’opinione espressa dal complesso dei dottori in merito ad alcuni aspetti. L’acquisizione di nuove competenze e abilità specifiche ha ottenuto in media un punteggio di 7,6 su scala 1-10; l’approfondimento di contenuti teorici 7,7 e la padronanza di tecniche di ricerca 7,5. Il 60,0% dei dottori di ricerca dichiara che, potendo tornare indietro al momento dell’iscrizione, si iscriverebbe nuovamente allo stesso corso di dottorato e presso lo stesso ateneo. L’1,5% rifarebbe un altro dottorato nello stesso ateneo, il 15,4% un dottorato in un altro ateneo italiano, il 16,9% si iscriverebbe ad un dottorato all’estero e il 6,2% non si iscriverebbe più ad un dottorato. Il 66,2% dei dottori ritiene che per il proprio settore disciplinare ci siano maggiori opportunità lavorative all’estero. Solo il 7,7% dei dottori ritiene invece di avere maggiori opportunità di affermarsi in Italia.
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LA CONDIZIONE OCCUPAZIONALE A UN ANNO DAL CONSEGUIMENTO DEL DOTTORATO DI RICERCA
Il VII Report sulla Condizione occupazionale ha riguardato 46 dottori di ricerca del 2020 dell'Università dell'Insubria, contattati a un anno dal conseguimento del titolo. Il tasso di occupazione è pari al 90,6%. Il tasso di disoccupazione, calcolato sulle forze lavoro ovvero su quanti sono inseriti nel mercato del lavoro, è pari al 9,4%.
Il 22,2% degli occupati prosegue l’attività intrapresa prima del conseguimento del dottorato, il 14,8% ha dichiarato di avere cambiato lavoro dopo il conseguimento del titolo; il 63,0% degli occupati si è inserito nel mercato del lavoro solo al termine del dottorato di ricerca.
- Caratteristiche del lavoro svolto a un anno dal conseguimento del dottorato di ricerca
Tra gli occupati a un anno dal conseguimento del dottorato, il 3,4%, svolge un’attività autonoma (come libero professionista, lavoratore in proprio, imprenditore, ecc.), il 17,2% è assunto con un contratto alle dipendenze a tempo indeterminato. Il 24,1% svolge un’attività sostenuta da assegno di ricerca, il 13,8% può contare su una borsa post-doc, di studio o di ricerca e il 31,0% dichiara di essere stato assunto con un contratto non standard (per la quasi totalità si tratta di contratti alle dipendenze a tempo determinato). Il 10,3% è impegnato con contratti formativi, lavori parasubordinati, altri tipi di lavoro autonomo o senza regolare contratto. La retribuzione mensile netta dei dottori di ricerca è, in media, pari a 1.781 euro. Il 6,9% degli occupati svolge un lavoro part-time.
L’82,1% degli occupati svolge una professione intellettuale, scientifica e di elevata specializzazione: in particolare, il 35,7% è un ricercatore o tecnico laureato nell'università mentre il 46,4% svolge un’altra professione intellettuale, scientifica e di elevata specializzazione. Decisamente contenute le quote di occupati che svolgono altre professioni. Il 44,4% ha dichiarato di svolgere attività di ricerca, in una giornata lavorativa tipo, in misura elevata, il 40,7% in misura ridotta, mentre il 14,8% ha dichiarato di non svolgere per nulla attività di ricerca.
Il 76,9% ritiene che il titolo di dottore di ricerca sia molto efficace o efficace per il lavoro svolto, il 23,1% degli occupati dichiara che il titolo è abbastanza efficace per lo svolgimento del proprio lavoro, nessuno ritiene che sia poco o per nulla efficace. Il 77,8% degli occupati dichiara di utilizzare in misura elevata le competenze acquisite durante il percorso di studio, il 22,2% le utilizza in misura ridotta, nessuno dichiara di non utilizzarle per nulla.
- Caratteristiche dell’impresa in cui lavorano i dottori di ricerca a un anno dal conseguimento del titolo
Ma dove vanno a lavorare? Il 75,9% dei dottori di ricerca è occupato nel settore pubblico, il 24,1% in quello privato. Il settore dei servizi assorbe il 96,6% dei dottori di ricerca, mentre l’industria accoglie il 3,4% degli occupati. Il 72,4% degli occupati dichiara di lavorare al Nord, il 3,4% al Centro, il 3,4% nel Mezzogiorno. Infine, il 20,7% lavora all’estero.
➡️ LEGGI IL REPORT ALMALAUREA INSUBRIA SUI DOTTORI DI RICERCA
