Territori: la Storia siamo noi. Presentazione dell'annuario alla Biblioteca Civica di Varese.

Il Centro per le Storie Locali e le Diversità Culturali dell’Università dell’Insubria aggiunge un tassello importante alla sua attività: con l’editore Macchione si avvia la pubblicazione di un annuario dedicato alla storia locale, proiettata sullo sfondo più ampio dello studio delle popolazioni, della cultura e delle organizzazioni politiche, delle relazioni tra gli Stati e dei sistemi economici. Nasce Territori.
La presentazione si tiene giovedì 23, alle 18, alla Biblioteca Civica di Varese
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Di cosa si occupa la nuova pubblicazione? Il territorio è uno spazio geografico. È, letteralmente, un pezzo di terra. Un pezzo di terra che, nel tempo, può anche costituirsi come spazio politico, o come unità amministrativa. L’azione degli uomini sul pezzo di terra che abitano e che attraversano produce ciò che chiamiamo Storia. Per questo la comprensione degli avvenimenti storici non può prescindere dalla conoscenza dello spazio in cui sono accaduti. Occorre necessariamente fare i conti con le caratteristiche dei singoli territori in cui le società umane si sono insediate, e con il rapporto che gli uomini hanno instaurato con l’ambiente in cui hanno vissuto.
Lo aveva già spiegato bene il grande storico Fernand Braudel negli anni della seconda guerra mondiale, quando, prigioniero dei tedeschi, intratteneva i suoi compagni di sventura con alcune riflessioni su quella che per lui era davvero la Storia: «Distribuire i fatti storici nello spazio significa per forza capirli meglio e porre con maggior precisione i veri problemi. [...] La società si proietta nello spazio e ad esso aderisce; e parlare di società, in concreto, significa riferirsi a un pugno di uomini e a un pezzo di terra».
«Queste riflessioni», spiegano Gianmarco Gaspari ed Enzo Laforgia, responsabili del volume, «ci hanno indotti a inaugurare un annuario di studi che in comune hanno soprattutto l’interesse per quanto accaduto in un determinato luogo. Territori, appunto: si pensi al valore fondamentale che per questa regione hanno sempre rappresentato lo spostamento e il transito, di merci e di uomini, le contaminazioni e le migrazioni: dalle civiltà dell’Europa preistorica alla creazione della prima “città ideale” del Rinascimento, Castiglione Olona, nodo decisivo di percorsi e di saperi, all’amata presenza di queste “geografie dell’anima” nel Novecento di Piero Chiara e di Vittorio Sereni. Un paradigma di valore assoluto, a dispetto della fragile memoria che il presente sembra volerne conservare».
